Giornale

“L'Uccellatrice”, intermezzo buffo di Niccolò Jommelli

di Cristina Patturelli

C'è molta gente oggi presso il Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli. Nel chiostro monumentale dell'antico palazzo nel cuore di Napoli va in scena “L'Uccellatrice”: intermezzo buffo di Niccolò Jommelli composto su libretto di Carlo Goldoni.

Lo spettacolo si inserisce nelle numerose iniziative portate avanti dal Conservatorio nell'ambito delle celebrazioni per l’anniversario della nascita del compositore aversano.

Osservandolo sembra di essere stati catapultati in un parco incantato e quasi ci si aspetta che sia una fatina o un folletto ad annunciare l'inizio dello spettacolo. Sarà invece lo stesso Jommelli (Luciano Nozzolillo) a presentare la sua opera dopo aver parlato di sé.

Niccolò Jommelli (Aversa 1714-Napoli 1774), è stato uno dei più fecondi ed innovativi esponenti della musica del Settecento, le sue sinfonie formarono la base del primo stile sinfonico tedesco realizzato da Starnie a Mannheim e da Wagenseil e Dittersdorf a Vienna. Nelle sue quasi trenta opere, teatrali e chiesastiche, si trovano le prove di come amasse rinforzare la base strumentale, talvolta anche intensamente; ciò lo pose nelle grazie del Duca di cui dirigeva la musica e gli procurò successi in tutta la Germania. La sua musica ricca di audaci armonie, complessità strutturali, elaborazioni melodiche ed effetti programmatici che lo portarono assai lontano dalla corrente allora dominante nella musica italiana, destava sul pubblico sentimenti vivi e sensazioni tali da suscitare intensi moti dell'animo. Lo spettacolo inizia non appena una nuvola passeggera, che porta con sé un po' pioggia ritardando l'ingresso degli artisti e creando confusione sia in platea che tra gli strumentisti, si allontana. Jommelli si può considerare come uno dei più importanti innovatori del melodramma napoletano ed ebbe tale fama che il suo “nome ancor nel mondo suona”. Girò, infatti, per tutta l’Europa, e dopo essere stato in Portogallo, risiedette a Vienna e, per ben quindici anni, a Stoccarda. Nella suggestiva cornice del chiostro del Conservatorio napoletano allestito per lo spettacolo, si fa a gara per occupare il posto migliore, ma non è un'iniziativa facile, perché i contrafforti disturbano la vista del giardino nel pieno tripudio primaverile.

La trama dell'opera ha tutto il fascino di un'intrigante fiaba: Mergellina, l'uccellatrice del titolo, è una cacciatrice di uccelli che, con la complicità del pubblico e di Lesbino, suo fedele servitore, riuscirà a prendere nella propria rete il nobile, ricco e bello Don Narciso.

L’esecuzione è affidata agli studenti di canto: Marianna Capasso, soprano, nel ruolo di Mergellina, Vincenzo Tremante, tenore, nel ruolo di Don Narciso di cui si apprezza la voce dai suoni chiari e puliti e la parola comprensibile, e di Raffaele Schiavone nelle vesti del mimo Lesbino. I cantanti sono accompagnati dall'Orchestra San Pietro a Majella diretta da Carlo Gargiulo, allievo avanzato della classe di direzione d’orchestra del M° Francesco Vizioli e la regia, curata da Maria Luisa Bigai, docente di Arte Scenica nel Conservatorio di Napoli, è stata magistrale e gli artisti, da lei guidati, nonostante la giovane età, appaiono disinvolti e convincenti nell'interpretazione scenica dei loro rispettivi ruoli e si rivelano come attori navigati, riuscendo a divertire e coinvolgere il pubblico. L’allestimento scenico è stato realizzato dagli allievi della Scuola di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, corsi di Scenografia e di Scenotecnica (prof. Gennaro Vallifuoco), con i costumi offerti dall’I.S.I.S. “Boccioni-Palizzi” Liceo Artistico-Coreutico-Musicale e Mostra d’Oltremare di Napoli, Dipartimento Design Moda e Costume (prof. Anna Martino). I recitativi, forse per scelta, non sono stati eseguiti musicalmente, ma recitati in prosa, anche accennando, di tanto in tanto, una più evidente cadenza partenopea.